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Osteopatia Neonatale

tecnica di manipolazione craniale

Anche loro, i neonati, possono avere bisogno di cure specifiche per alcune problematiche  presenti  nel primo anno di vita: l’osteopata può intervenire infatti in via preventiva, fin dalla nascita, per evitare che piccole disfunzioni si strutturino in patologie e al tempo stesso si prende cura  del bambino nella risoluzione di disturbi e condizioni malformative quali:

  • plagiocefalia posizionale
  • torcicollo
  • difficoltà di suzione
  • rigurgito e/o vomito
  • coliche e/o stipsi
  • irritabilità  e disturbi del sonno

L’Osteopatia è una medicina non convenzionale riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e definita nel 2007 come una “medicina basata sul contatto primario manuale nella fase di diagnosi e trattamento”.

Il report 2012 della Osteopathic International Alliance la definisce come “un sistema di cura che può essere applicato ad una vasta varietà di condizioni cliniche, entrando a pieno titolo nel concetto di cura della salute supportato da conoscenze scientifiche”.

Quando ci troviamo di fronte ad un neonato, l’Osteopatia può rappresentare un valido contributo per la cura di numerose problematiche che possono presentarsi nel primo anno di vita: plagiocefalia posizionale, torcicollo, difficoltà di suzione, rigurgito, vomito, coliche, stipsi, irritabilità e disturbi del sonno.

L’aspetto ancor più interessante, a mio giudizio, è la funzione di prevenzione che l’osteopata può svolgere fin dall’inizio della vita: rilevare precocemente e risolvere le restrizioni di mobilità conseguenti, ad esempio, ad un parto lungo o difficile, ci permette di evitare l’instaurarsi durante la crescita di disturbi funzionali e posturali (malocclusione, cefalee, strabismo, otiti ricorrenti, sinusiti, scoliosi), e l’indebolimento dei sistemi di difesa naturali.

Avendo questo come intento, l’osteopata utilizza unicamente un approccio manipolativo: “l’uso terapeutico delle mani”, integrato alle conoscenze medico-scientifiche, facilita la ricerca dell’equilibrio dei tessuti senza forzare alcuna “barriera”, aprendo la strada ad una maggiore capacità di adattamento fisiologico e dunque ad una migliore condizione di salute.

I nostri piccoli pazienti sono molto dotati, imparano in fretta e possono sfruttare la nostra capacità di offrire loro un aiuto, così come gli uccelli migratori usano le correnti ascensionali per salire di quota e superare le vette dell’Himalaya e trovare un caldo rifugio.