<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</title>
	<atom:link href="https://www.fisioterapiadichiara.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Sep 2025 14:03:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/cropped-logo_512-32x32.png</url>
	<title>Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</title>
	<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>È davvero coxartrosi?</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/e-davvero-coxartrosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 17:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riabilitazione Ortopedica]]></category>
		<category><![CDATA[coxartrosi]]></category>
		<category><![CDATA[protesi d'anca]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[trocanterite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=1041</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non si tratta di una domanda trabocchetto, quanto invece di una riflessione a voce alta sulla pratica clinica, che ogni giorno sollecita la mia attenzione e la mia competenza. Sto seguendo un paziente, un settantenne in buona forma fisica, che mantiene uno stile di vita piuttosto dinamico. Il signor Matteo arriva alla mia osservazione con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/e-davvero-coxartrosi/">È davvero coxartrosi?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non si tratta di una domanda trabocchetto, quanto invece di una riflessione a voce alta sulla pratica clinica, che ogni giorno sollecita la mia attenzione e la mia competenza.</p>
<p>Sto seguendo un paziente, un settantenne in buona forma fisica, che mantiene uno stile di vita piuttosto dinamico.</p>
<p>Il signor Matteo arriva alla mia osservazione con la diagnosi medica di coxartrosi, ovvero <strong>artrosi dell’anca</strong>: mi riferisce che è già stato sottoposto ad infiltrazioni locali e che gli è stato prescritto un trattamento di fisiochinesiterapia specifica; mi confida con un certo timore che l’ortopedico che lo ha visitato ha paventato la necessità di impiantare una <strong>protesi di anca</strong>, qualora il percorso riabilitativo non dovesse avere successo.</p>
<p>Procedendo alla anamnesi, alla valutazione generale e locale del disturbo denunciato dal paziente ed al trattamento iniziale, verifico che l’articolazione coxo-femorale “incriminata” non appare così compromessa dal punto di vista della mobilità passiva e che l’area dolorosa riferita dal paziente non sembra esclusivamente riconducibile alla patologia artrosica diagnosticata.</p>
<p>Quello che invece Matteo lamenta sembra essere un dolore infiammatorio in sede extrarticolare, riconoscibile come <strong>trocanterite.</strong></p>
<p>Questa mia valutazione, riferita al medico ortopedico, è stata da lui accolta e verificata,  permettendoci  di   riprogrammare e  perfezionare  il piano di trattamento, e  soprattutto di scongiurare nel breve termine l’impianto della  protesi!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/e-davvero-coxartrosi/">È davvero coxartrosi?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il primo appuntamento? Ci vuole tempo e calma</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/il-primo-appuntamento-ci-vuole-tempo-e-calma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 16:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anamnesi]]></category>
		<category><![CDATA[calcoli renali]]></category>
		<category><![CDATA[maldischiena]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=1026</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il primo appuntamento del paziente presso il mio Studio è sempre un incontro a cui dedico più tempo, con calma: la conoscenza e la presa in carico della persona che ho di fronte necessita di una dettagliata anamnesi, perché ogni storia clinica ha delle caratteristiche uniche e utili, e da quelle bisogna partire. Se sono precisa  nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/il-primo-appuntamento-ci-vuole-tempo-e-calma/">Il primo appuntamento? Ci vuole tempo e calma</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="Didefault">Il primo appuntamento del paziente presso il mio Studio è sempre un incontro a cui dedico <b>più tempo, con calma:</b></p>
<p class="Didefault">la conoscenza e la presa in carico della persona che ho di fronte necessita di una <b>dettagliata </b><b>anamnesi, </b>perché ogni storia clinica ha delle caratteristiche uniche e utili, e da quelle bisogna partire.</p>
<p class="Didefault">Se sono precisa  nel porre le giuste domande ed attenta nell’ascoltare le risposte, posso iniziare a comprendere che tipo di problematica sto valutando  prima ancora di passare all’esame fisico ed al successivo trattamento del paziente.</p>
<p class="Didefault">Con ciò non voglio certo dire che la <b>valutazione dei sintomi </b>denunciati dal paziente sia l’unico parametro da tenere in considerazione; è invece un aspetto dell’anamnesi che, in alcuni casi, può e deve orientarmi circa la opportunità di  intervenire sul paziente oppure no.</p>
<p class="Didefault">Facciamo un esempio:  un mal di schiena che il paziente indica localizzato nella zona dorso-lombare, che tende ad irradiarsi verso il fianco e in avanti  e che non è stato causato da sforzi o traumi importanti, può e deve farmi pensare anche a qualcosa di diverso da un <span lang="DE">“</span>semplice” mal di schiena;   se in più il paziente è pallido e con qualche linea di febbre,  preferirò inviarlo a consulto dal suo medico di famiglia, perch<span lang="FR">é  </span>tale condizione appena descritta potrebbe ricondurre ad una diagnosi medica di calcoli renali.</p>
<p class="Didefault">E’ dunque molto importante sottolineare che non mi sto sostituendo al medico!  Al contrario, la mia indagine iniziale su ciò che il paziente denuncia come disturbo/i mi aiuta a capire se e quanto la mia competenza professionale è appropriata per il bene della persona in cura oppure no. <strong>In questo caso la</strong> <b>scelta migliore</b><b> è quella di non intervenire </b><strong>direttamente</strong><b>, </b>per non nuocere al paziente, ma indirizzarlo al medico competente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/il-primo-appuntamento-ci-vuole-tempo-e-calma/">Il primo appuntamento? Ci vuole tempo e calma</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La cura osteopatica dei traumi maxillo facciali</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/la-cura-osteopatica-dei-traumi-maxillo-facciali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2018 11:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Temporo Mandibolare]]></category>
		<category><![CDATA[fratture traumatiche]]></category>
		<category><![CDATA[maxillo facciale]]></category>
		<category><![CDATA[temporo mandibolare]]></category>
		<category><![CDATA[traumi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=875</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#62;&#62; L&#8217;Osteopatia e i traumi MaxilloFacciali &#60;&#60; Forse vi stupirà sapere che l’Osteopatia può essere di fondamentale importanza per il recupero della forma e della funzione, quando queste sono compromesse a seguito di traumi maxillo-facciali; io ne sono la prova… perché da brava paziente mi sono consegnata nelle sapienti mani di un collega, che mi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/la-cura-osteopatica-dei-traumi-maxillo-facciali/">La cura osteopatica dei traumi maxillo facciali</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&gt;&gt; L&#8217;Osteopatia e i traumi MaxilloFacciali &lt;&lt;</p>
<p>Forse vi stupirà sapere che l’Osteopatia può essere di fondamentale importanza per il recupero della forma e della funzione, quando queste sono compromesse a seguito di traumi maxillo-facciali; io ne sono la prova… perché da brava paziente mi sono consegnata nelle sapienti mani di un collega, che mi ha restituita al resto del mondo più forte di prima.</p>
<p><span class="_5mfr"><span class="_6qdm"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span> Ma “prima di che?” direte voi…</p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Questa è la storia: nel dicembre del 2012, in vacanza a Londra, sono investita da uno scooter mentre attraverso la strada; riporto traumi e fratture multiple, soprattutto al viso, cui segue in loco un primo intervento chirurgico di stabilizzazione (che si rivelerà purtroppo un vero disastro).<br />
A Roma, il chirurgo maxillo facciale che mi prende in cura (in sala operatoria) si incarica con grande perizia di sanare e salvare il salvabile, ovvero la frattura dello zigomo sinistro, del naso, del condilo mandibolare destro, dell’arco mascellare e quattro denti; residuerà una paresi postoperatoria del nervo faciale di destra.<br />
Detta così non sembrerebbe esserci spazio per l’ottimismo, in effetti ero ridotta veramente malino! Ma…</p>
<p><span class="_5mfr"><span class="_6qdm"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span> Dopo la chirurgia c&#8217;è l&#8217;Osteopatia</p>
<p>A distanza di circa tre, quattro mesi dal secondo intervento inizio le cure con un collega, osteopata: mi metto tranquilla nelle sue mani, so che ci vuole tempo, so che il mio corpo collaborerà alla guarigione, so che Marco fa il suo lavoro con dedizione e grande capacità.</p>
<p><span class="_5mfr"><span class="_6qdm"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span> E quindi?? Quindi è andato tutto bene!</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-876 alignright" src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/30714874_1790197211042017_559446114197341477_n.jpg" alt="" width="255" height="398" /></p>
<p>Abbiamo lavorato sodo, mese dopo mese ho provato sulla mia pelle la forza dell’osteopatia, che ha restituito la forma cioè il “mio” viso, ed anche la funzione:<br />
&#8211; le manipolazioni craniali e maxillo-facciali hanno ottenuto il recupero quasi completo del nervo faciale, ovvero il mio occhio destro si chiude normalmente e il sorriso è nuovamente simmetrico grazie alla ripresa dei muscoli mimici di destra;<br />
&#8211; anche la sensibilità tattile del viso è migliorata, residuando una leggera parestesia secondaria al danno neurale periferico;<br />
&#8211; non ho sofferto di mal di testa né di diplopia (visione doppia) come sequela del trauma cranico, spesso frequenti;<br />
&#8211; non ho avuto complicanze dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), ovvero non residuano dolore e difficoltà all’apertura e chiusura della bocca, scrosci e rumori articolari durante i movimenti della mandibola, difficoltà di masticazione;<br />
&#8211; è stato inoltre facilitato ed avvantaggiato il lungo lavoro dell’ortodonzia (l’apparecchio!) attraverso il riequilibrio fasciale di tutto il sistema maxillo-facciale e delle ossa craniche.</p>
<p>Questa è la mia storia, è la prova che ciò che ho studiato e a cui mi dedico con il mio lavoro funziona davvero;<br />
è la conferma che ogni occasione di cura può essere il terreno e il luogo di una rinascita ben più grande!</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/la-cura-osteopatica-dei-traumi-maxillo-facciali/">La cura osteopatica dei traumi maxillo facciali</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Osteopatia e chirurgia ricostruttiva mammaria</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/osteopatia-e-chirurgia-ricostruttiva-mammaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2018 13:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[mastectomia]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione mammaria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=798</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un aspetto molto particolare dell’Osteopatia al femminile di cui mi occupo riguarda la Manipolazione Fasciale post-ricostruzione mammaria, essenziale per ritornare alla normalità. Mi spiego. Chirurgia ricostruttiva dopo cosa? In sala operatoria, dove spesso arrivano le pazienti cui sia stata diagnosticata una neoplasia mammaria, contestualmente alla mastectomia (ovvero alla rimozione della mammella e del tumore) oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/osteopatia-e-chirurgia-ricostruttiva-mammaria/">Osteopatia e chirurgia ricostruttiva mammaria</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un aspetto molto particolare dell’Osteopatia al femminile di cui mi occupo riguarda la <strong>Manipolazione Fasciale post-ricostruzione mammaria</strong>, essenziale per ritornare alla normalità. Mi spiego.</p>
<h2><img decoding="async" class="wp-image-799  alignleft" src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/29662457_1773024036092668_5058460116455470872_o.jpg" alt="" width="275" height="764" />Chirurgia ricostruttiva dopo cosa?<span class="text_exposed_show"><br />
</span></h2>
<p><span class="text_exposed_show">In sala operatoria, dove spesso arrivano le pazienti cui sia stata diagnosticata una neoplasia mammaria,<br />
contestualmente alla mastectomia (ovvero alla rimozione della mammella e del tumore) oggi è ormai di routine completare l’intervento con soluzioni ricostruttive: ad esempio in due tempi con l’inserimento di un espansore e, a distanza di qualche mese, di una protesi definitiva, oppure in in un unico tempo posizionando direttamente la protesi.<br />
</span></p>
<h2><span class="text_exposed_show">Quali strutture muscolari sono coinvolte?</span></h2>
<p><span class="text_exposed_show">In questi casi il chirurgo utilizza una “tasca” sottomuscolare che si ricava sotto il muscolo grande pettorale e grande dentato, oppure si serve di lembi propri (autologhi) prelevati ad esempio dal muscolo gran dorsale. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Questa conquista della chirurgia plastica, relativamente all’aspetto ricostruttivo del seno, è diventata da alcuni anni parte integrante della cura non solo della patologia oncologica ma anche e soprattutto della donna: abbiamo capito che l’integrità estetica e morfologica del corpo è fondamentale per permettere a queste donne eroiche di riappropriarsi della propria vita e guarire più velocemente.<br />
</span></p>
<h2><span class="text_exposed_show">Il focus del trattamento é la Fascia</span></h2>
<p><span class="text_exposed_show">Il mio compito, dopo la chirurgia, qualunque sia la tecnica ricostruttiva, è lavorare sulla Fascia, un tessuto connettivo presente in tutto il corpo, quasi come una seconda pelle, ininterrotto dalla testa ai piedi, che segue e modella la forma anatomica delle varie parti e che, per la sua grande adattabilità, collega ciascuna parte del corpo con il resto delle strutture muscolari, articolari, viscerali e vascolo-nervose.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">La Fascia, per la salute dell’organismo, fa molto di più di quello che possiamo immaginare, ma non è questa la sede per approfondirne la fisiologia; ciò che più ci interessa in questo caso è la necessità di ripristinare la sua giusta tensione ed elasticità fisiologica, a seguito dell’intervento chirurgico durante il quale la Fascia viene “toccata”.</span></p>
<h2><span class="text_exposed_show">Il recupero passa anche dall&#8217;osteopatia</span></h2>
<p><span class="text_exposed_show">E’ per questa ragione che lavoro volentieri in collaborazione con i chirurghi che si prendono cura di queste pazienti tostissime: perché una corretta manipolazione dei diversi piani fasciali della zona operata restituisce alla paziente una migliore postura, il completo movimento dell’arto superiore (del lato operato) ed evita che la cicatrice possa nel futuro creare aderenze ed interferenze meccaniche tra strutture circostanti ed adiacenti la protesi.</span></p>
<p>Una volta una paziente mi ha detto: “<strong>l’Osteopatia è magica!</strong>” e può sembrarlo davvero per chi ne vede i risultati su se stesso; ma più che magia direi che è un grande lavoro di studio e dedizione, per ristabilire la salute nella pratica di tutti i giorni.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-774 " src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/firma.png" alt="" width="105" height="76" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/osteopatia-e-chirurgia-ricostruttiva-mammaria/">Osteopatia e chirurgia ricostruttiva mammaria</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piedi piatti? È fisiologico</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/piedi-piatti-fisiologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 19:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Plagiocefalia]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia pediatrica]]></category>
		<category><![CDATA[piedi piatti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=763</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mi telefona Silvia, mamma di Alessio, un ometto di tre anni che ho seguito quando era un neonato (curando la  plagiocefalia posizionale che gli era stata diagnosticata): “Anna, mi è stata consigliata una visita fisiatrica per i piedi piatti di Alessio, ci vediamo per parlarne?” Spesso accade di allarmarsi per questa “forma” del piede del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/piedi-piatti-fisiologico/">Piedi piatti? È fisiologico</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi telefona Silvia, mamma di Alessio, un ometto di tre anni che ho seguito quando era un neonato (curando la  plagiocefalia posizionale che gli era stata diagnosticata): “Anna, mi è stata consigliata una visita fisiatrica per i piedi piatti di Alessio, ci vediamo per parlarne?”</p>
<p>Spesso accade di allarmarsi per questa “forma” del piede del bambino, ma in realtà <strong>i piedi piatti dei bambini sono una condizione fisiologica, cioè naturale, e tale sarà il miglioramento.</strong></p>
<p>Ciò che è considerato ancora da molti un difetto è un falso problema: una ricerca europea ha dimostrato che all’età di 18 mesi il 97% dei bimbi  ha il piede piatto, ma tale percentuale si riduce progressivamente nel corso degli anni, fino al  4% nei bambini di 10 anni di età.</p>
<h2> Si corregge spontaneamente?</h2>
<p>Se questa conformazione del piede, tipica dell’infanzia, rappresenta per i nostri bimbi un appoggio più ampio e migliore per la ricerca dell’equilibrio, <strong>altrettanto fisiologica é</strong> <strong>la correzione spontanea, </strong>che andando di pari passo con la crescita del piede, si spinge fino ai 10-12 anni di età, orientando il calcagno e modellando la volta plantare nella loro forma definitiva.</p>
<h2>Cosa fare?</h2>
<p>E’ senz’altro <strong>buona norma valutare e monitorare</strong> con attenzione l’appoggio dei piedi  in posizione eretta, che tipo di impronta lasciano i piedi mentre il bimbo cammina (per esempio sulla sabbia umida), e se lamenta sintomi durante un’attività motoria  di maggiore impegno: in tal caso sarà il medico specialista ad approfondire con l’esame clinico e  a diagnosticare il grado di severità della patologia, per suggerirne la correzione.</p>
<p><strong>Ma la migliore cura pediatrica per i piedi piatti rimane l’attività fisica</strong>, la più naturale, quotidiana e preferita dal bambino, come anche piccoli esercizi come camminare sulle punte o sui talloni o sul bordo esterno del piede, allo scopo di  riallineare il calcagno e favorire lo sviluppo ed il rinforzo dei muscoli cavizzanti che sostengono fisiologicamente l’arco plantare.</p>
<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-765" src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/photo-1464967569081-adaf461b4ea5-1024x683.jpeg" alt="" width="980" height="654" srcset="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/photo-1464967569081-adaf461b4ea5-1024x683.jpeg 1024w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/photo-1464967569081-adaf461b4ea5-300x200.jpeg 300w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/photo-1464967569081-adaf461b4ea5-768x512.jpeg 768w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/photo-1464967569081-adaf461b4ea5.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></h3>
<h3>Camminare scalzi: una buona abitudine?</h3>
<p>Direi proprio di si.<br />
Può sembrare scontato, ma l’esperienza quotidiana e tanti  negozi di calzature per bambini non confermano tale teoria… peccato, perché la <strong>propriocezione</strong> ci insegna che la stimolazione dei recettori periferici presenti sulla pianta del retropiede inviano al cervello una enorme quantità di informazioni, che una volta codificate permettono di perfezionare il controllo posturale del corpo e dunque lo sviluppo motorio corretto.</p>
<p>Dare spazio fin dai primi passi a questo sistema  neurologico di costruzione di mappe motorie e propriocettive significa “impostare” un imprinting positivo e fisiologico, senza filtri artificiali (le scarpe, appunto) e con benefici duraturi.</p>
<p>Quindi: dalla prossima primavera tutti scalzi!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-753 alignleft" src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Nuovo-documento-2018-02-13-150x150.jpg" alt="" width="100" height="58" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/piedi-piatti-fisiologico/">Piedi piatti? È fisiologico</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sedentarietà o Movimento?!</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/sedentarieta-o-movimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Riabilitazione Ortopedica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=624</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spesso l’illustrazione di un caso clinico può essere più efficace della spiegazione scientifica di ciò che metto in pratica durante il mio lavoro. La signora Luigina, una donna di  75 anni in buone condizioni generali, si è rivolta a me per risolvere un dolore alla schiena, a livello lombare, che la affliggeva da diverso tempo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/sedentarieta-o-movimento/">Sedentarietà o Movimento?!</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso l’illustrazione di un caso clinico può essere più efficace della spiegazione scientifica di ciò che metto in pratica durante il mio lavoro.</p>
<p>La signora Luigina, una donna di  75 anni in buone condizioni generali, si è rivolta a me per risolvere un <strong>dolore alla schiena</strong>, a livello lombare, che la affliggeva da diverso tempo.</p>
<p>Dalla sua descrizione, questa condizione dolorosa si presentava al mattino al momento di mettersi in piedi, e durante il giorno quando si rialzava da una sedia dopo un <strong>tempo prolungato di inattivit</strong><strong>à</strong>.</p>
<p>Si era aggiunta ultimamente una caduta traumatica sul bacino, che aveva accentuato il dolore e  la “sensazione di blocco” della colonna, limitando la sua autonomia di movimento in modo per lei importante.</p>
<p>L’esame fisico, ovvero la valutazione iniziale, mi ha permesso di individuare delle <strong>aree di ipomobilit</strong><strong>à</strong> a livello sia del tratto lombare che delle articolazioni coxo-femorali (le anche!), segni caratteristici di uno <strong>stile di vita sedentario</strong> che purtroppo riscontro sempre più spesso, soprattutto in chi, superata una certa età, ha concluso il tempo della vita lavorativa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-625" src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Sedentarietà-o-Movimento2.jpg" alt="" width="642" height="428" srcset="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Sedentarietà-o-Movimento2.jpg 642w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Sedentarietà-o-Movimento2-300x200.jpg 300w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Sedentarietà-o-Movimento2-640x428.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
<p>Prima di tutto ne ho parlato con la paziente, perché sono convinta che il primo passo per guarire sia essere consapevoli di ciò che ci fa bene, ma anche di ciò che non aiuta il nostro benessere.</p>
<p>Il secondo passo, ovvero il trattamento manuale osteopatico per la cura  del suo mal di schiena, ha ottenuto degli ottimi risultati.</p>
<p>Il terzo passo di Luigina  è stato mettersi in cammino, riscoprire le sensazioni di benessere che scaturiscono dal movimento quotidiano, praticato attraverso una lunga passeggiata o una lezione di gruppo di ginnastica: perché il corpo é fatto per il movimento, la vita stessa é movimento!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/sedentarieta-o-movimento/">Sedentarietà o Movimento?!</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lombalgia: sfatiamo un falso mito!</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/lombalgia-sfatiamo-un-falso-mito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 14:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[Riabilitazione Ortopedica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=620</guid>

					<description><![CDATA[<p>A proposito della lombalgia, patologia che con più frequenza riscontro nei pazienti che seguo,  vorrei sfatare una convinzione: secondo il pensiero comune, la presenza a livello vertebrale di una protrusione/bulging/discopatia equivale ad avere inevitabilmente dolore. Ma la realtà ci smentisce! Ce lo dimostra uno studio scientifico di Nakashima del 2015 che ha sottoposto alla RM [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/lombalgia-sfatiamo-un-falso-mito/">Lombalgia: sfatiamo un falso mito!</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito della <strong>lombalgia</strong>, patologia che con più frequenza riscontro nei pazienti che seguo,  vorrei sfatare una convinzione: secondo il pensiero comune, la presenza a livello vertebrale di una protrusione/bulging/discopatia equivale ad avere inevitabilmente dolore.</p>
<p>Ma la realtà ci smentisce!</p>
<p>Ce lo dimostra uno studio scientifico di Nakashima del 2015 che ha sottoposto alla RM (Risonanza Magnetica) ben  1.200  soggetti <strong>asintomatici </strong>(100 donne e 100 uomini), di età compresa tra i 20 e i 70 anni.</p>
<p><strong>Il risultato sorprendente</strong> è che l’87,6% della popolazione sottoposta allo screening, <u>benché asintomatica</u> presentava almeno un bulging discale, anche nei  soggetti giovani, e con maggiore severità e livelli coinvolti soprattutto dopo i 50 anni.</p>
<p>Dunque? Quale é la morale da trarre da questo studio scientifico?</p>
<p>Impariamo prima di tutto a non arrivare a conclusioni affrettate solo per spiegare e giusticare agli occhi del paziente il suo mal di schiena.</p>
<p>Secondo, l’esame radiologico è l’immagine statica di un distretto corporeo, ma secondo lo studio di Nakashima non ci indica necessariamente quale sia la causa del dolore accusato dal paziente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-622" src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Lombalgia_-sfatiamo-un-falso-mito2.jpg" alt="" width="642" height="481" srcset="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Lombalgia_-sfatiamo-un-falso-mito2.jpg 642w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Lombalgia_-sfatiamo-un-falso-mito2-300x225.jpg 300w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Lombalgia_-sfatiamo-un-falso-mito2-640x480.jpg 640w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/Lombalgia_-sfatiamo-un-falso-mito2-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 642px) 100vw, 642px" /></p>
<p>Terzo, non si può prescindere da una attenta valutazione del paziente, attraverso l’ananmesi, cioè la storia della sua salute, e l’esame clinico obiettivo;  seguirà il ragionamento clinico e la competenza manuale del fisioterapista, utili e fondamentali strumenti per <strong>trattare il paziente</strong><strong>… </strong><strong>e non le </strong><strong>“</strong><strong>immagini della RM</strong><strong>” </strong><strong>!</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/lombalgia-sfatiamo-un-falso-mito/">Lombalgia: sfatiamo un falso mito!</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le cicatrici…che ne facciamo?</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/le-cicatriciche-ne-facciamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 13:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osteopatia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=613</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa sono le cicatrici? Qualcuno scherzando potrebbe dire che sono “un segno particolare”,  e nell’era dei tatuaggi in effetti possono essere mascherate più facilmente che in passato. In fisiologia le cicatrici sono  l’espressione di un processo riparativo della pelle  che, a seguito di un trauma o di una chirurgia, rimargina la ferita mediante apposizione di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/le-cicatriciche-ne-facciamo/">Le cicatrici…che ne facciamo?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa sono le cicatrici?</p>
<p>Qualcuno scherzando potrebbe dire che sono “un segno particolare”,  e nell’era dei tatuaggi in effetti possono essere mascherate più facilmente che in passato.</p>
<p>In fisiologia le cicatrici sono  <strong>l’espressione di un processo riparativo </strong>della pelle  che, a seguito di un trauma o di una chirurgia, rimargina la ferita mediante apposizione di tessuto fibroso. E fin qui tutto bene.</p>
<p>Ma cosa succede  se  il processo di cicatrizzazione produce delle complicanze nascoste?</p>
<p>Quando infatti le cicatrici risultano “attive”, ovvero patologiche, creano delle aderenze tra i piani cutaneo, fasciale e muscolare:  da un punto di vista meccanico possiamo pensare alle <strong>aderenze cicatriziali</strong> come a delle graffette o mollette che pinzano oltre i vestiti anche la biancheria sottostante, impedendo o limitando il movimento di scivolamento delle strutture circostanti o adiacenti, e interferendo sulla fisiologia vascolare e quindi sulla funzione di quella zona del corpo.</p>
<p>Ovviamente non tutte le cicatrici sono elementi perturbatori, ma se consideriamo gli  i<strong>nterventi chirurgici a livello addominale</strong> (per esempio l’appendicectomia) risulta  più facile che il sistema fasciale possa essere influenzato, anche a distanza di anni, da queste fissazioni connettivali.</p>
<p>Ne avete mai fatto esperienza?</p>
<p>La domanda non è peregrina, perché solitamente le aderenze non si manifestano con segni o sintomi evidenti ed immediati, ed è per questa ragione che <strong>molto spesso le cicatrici vengono sottovalutate e/o  trascurate.</strong></p>
<p>Ed ecco il ruolo dell’osteopata: valutare le eventuali interferenze meccaniche della cicatrice sui tessuti circostanti, e porre rimedio attraverso opportune <strong>manipolazioni  di scollamento dei tessuti cutaneo, fasciale e muscolare,</strong> allo scopo di mobilizzare  e risolvere questi fulcri cicatriziali:  restituendo infatti la giusta lunghezza ed elasticità ai tessuti,  è possibile migliorare la vitalità e  la risposta fisiologica della zona trattata e dunque anche il suo aspetto, minimizzando in tal modo gli effetti indesiderati delle cicatrici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/le-cicatriciche-ne-facciamo/">Le cicatrici…che ne facciamo?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa è l’Osteopatia?</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/cosa-e-losteopatia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 13:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osteopatia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=608</guid>

					<description><![CDATA[<p>Durante una chiacchierata in compagnia, con amiche di amiche, ho avuto una conferma: secondo alcune persone (forse non così poche) l’osteopata è “quello che ti scrocchia”… convinzione da cui deriva un certo margine di paura che mantiene a distanza i più timorosi. Quante persone sanno cos’è l’Osteopatia? Riconosciuta ufficialmente in Italia come professione sanitaria (legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/cosa-e-losteopatia/">Cosa è l’Osteopatia?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante una chiacchierata in compagnia, con amiche di amiche, ho avuto una conferma: secondo alcune persone (forse non così poche) l’osteopata è “quello che ti scrocchia”… convinzione da cui deriva un certo margine di paura che mantiene a distanza i più timorosi.</p>
<p><strong>Quante persone sanno cos’è l’Osteopatia?</strong></p>
<p>Riconosciuta ufficialmente in Italia come professione sanitaria (legge 3/2018), è basata su un approccio integrato e complementare alla medicina tradizionale. Anche a livello internazionale la <strong>World Osteopathic Health Organization (WOHO) definisce l’Osteopatia</strong> “un sistema affermato e riconosciuto di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la diagnosi e per il trattamento&#8221;.</p>
<p>Rispetta la relazione tra il corpo, la mente e lo spirito ponendo l’enfasi sulla integrità strutturale e funzionale del corpo e sulla sua tendenza intrinseca ad auto-curarsi.</p>
<p>Il trattamento osteopatico viene visto come influenza facilitante per incoraggiare questo processo di auto-regolazione.</p>
<p>I dolori accusati dai pazienti risultano da una relazione reciproca tra i componenti muscoloscheletrici e quelli viscerali di una malattia o di uno sforzo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Provo a semplificare</strong>! L’osteopatia, <strong>pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (a partire dall’anatomia e fisiologia), non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia;</strong> considera il sintomo un campanello di allarme, e mira dunque all’individuazione delle <strong>cause</strong> alla base della comparsa del sintomo stesso.</p>
<p>Attraverso manipolazioni e manovre specifiche, quelle che noi definiamo <strong>tecniche FASCIALI, VISCERALI, CRANIOSACRALI, STRUTTURALI</strong>, il trattamento osteopatico  si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione e trattamento non solo dei disturbi che interessano l’apparato neuromuscolo-scheletrico, ma anche dei disordini della dinamica viscerale e diaframmatica, come anche nel riequilibrio della funzione craniosacrale, così importante per la vitalità dell’organismo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-609 size-full" src="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/osteopatia2.jpg" alt="" width="640" height="615" srcset="https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/osteopatia2.jpg 640w, https://www.fisioterapiadichiara.it/wp-content/uploads/osteopatia2-300x288.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>L’osteopata allora non è “quello che scrocchia”, ma  attraverso manipolazioni delicate e rispettose dei ritmi e dei tempi di guarigione dell’organismo, ha il compito di <strong>incoraggiare e facilitare  quei processi di riequilibrio che sono alla base di un sano funzionamento del nostro corpo.</strong></p>
<p>Quello che spesso i pazienti  mi riferiscono è una sensazione di benessere, di leggerezza: vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/cosa-e-losteopatia/">Cosa è l’Osteopatia?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Plagiocefalia: quali sono le cause?</title>
		<link>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/eziopatogenesi-della-plagiocefalia-posizionale-ovvero-perche-e-successo/</link>
					<comments>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/eziopatogenesi-della-plagiocefalia-posizionale-ovvero-perche-e-successo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[fisioterapiadichiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2017 16:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Plagiocefalia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fisioterapiadichiara.it/?p=470</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo aver letto gli articoli precedenti,  in cui ho illustrato il miglior iter diagnostico, il primo approccio terapeutico, il piano di cura ed i vantaggi del trattamento manuale della Plagiocefalia Posizionale, vorreste ancora sapere quali sono le cause e le modalità di insorgenza di tale alterazione morfologica del cranio del neonato? La risposta SI è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/eziopatogenesi-della-plagiocefalia-posizionale-ovvero-perche-e-successo/">Plagiocefalia: quali sono le cause?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver letto gli articoli precedenti,  in cui ho illustrato il miglior iter diagnostico, il primo approccio terapeutico, il piano di cura ed i vantaggi del trattamento manuale della Plagiocefalia Posizionale, vorreste ancora sapere quali sono le cause e le modalità di insorgenza di tale alterazione morfologica del cranio del neonato?<br />
La risposta SI è ragionevole se desiderate avere un altro figlio o se conoscete una donna in gravidanza o che abbia appena partorito.</p>
<p>-&gt; Cosa può interferire durante la gravidanza?<br />
<strong>Malformazione uterina</strong>, <strong>gravidanza gemellare</strong>, <strong>o</strong> <strong>impegno cefalico precoce</strong><br />
del bambino possono essere alcune cause prenatali di insorgenza di craniostenosi funzionale: non é matematico che ciò avvenga, ma conoscere in anticipo tale possibilità rende più facile riconoscere la eventuale asimmetria cranica del bimbo nei momenti successivi alla nascita.</p>
<p>-&gt; Si può sviluppare una plagiocefalia anche dopo la nascita?<br />
L’analisi dell’eziologia mette in luce anche quelle condizioni postnatali in cui  forze compressive esterne possono sottoporre il cranio del neonato ad analoghi importanti stress meccanici di tipo posizionale:  è il caso di una <strong>prolungata ospedalizzazione</strong> del neonato, o del mantenimento della <strong>posizione supina</strong> (come da indicazioni dell&#8217;OMS) <strong>troppo a lungo ovvero non solo durante il sonno</strong>, o del <strong>torcicollo neonatale. </strong></p>
<p>A fronte di questo,  é possibile minimizzare e prevenire lo sviluppo di una plagiocefalia posizionale in primo luogo attraverso abitudini quotidiane virtuose adottate dai genitori, liberando così da spinte esterne la zona cranica in compressione; in affiancamento il trattamento dell&#8217;osteopata avrà lo scopo di<br />
restituire allo sviluppo del cranio il giusto equilibrio, sia in termini di forma che di funzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/eziopatogenesi-della-plagiocefalia-posizionale-ovvero-perche-e-successo/">Plagiocefalia: quali sono le cause?</a> proviene da <a href="https://www.fisioterapiadichiara.it">Osteopatia e Fisioterapia Studio Di Chiara a Roma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.fisioterapiadichiara.it/articoli/eziopatogenesi-della-plagiocefalia-posizionale-ovvero-perche-e-successo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
